Vallone di Sea: come volersi privare di un angolo di paradiso

Titolo di un articolo di Fabio Balocco pubblicato il 5 maggio 2024 su: https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/05/vallone-di-sea-come-volersi-privare-di-un-angolo-di-paradiso/7531605/

Ovvero: la Peste delle Piste agrosilvopastorali

In sintesi cosa dice Fabio Balocco (però consigliamo di leggere l’articolo completamente) :

Uno dei casi più eclatanti, impattanti e assurdi fu il progetto presentato otto anni fa dal Comune di Groscavallo (Val Grande di Lanzo) di aprire una pista che raggiungesse il Gias Nuovo, nell’alto Vallone di Sea, uno degli angoli più intatti e selvaggi dell’arco alpino occidentale, reso famoso dalle vie di arrampicata aperte sulle sue ripide pareti di granito da Gian Carlo Grassi e altri famosi alpinisti torinesi. Associazioni di alpinisti, appunto, ed escursionisti insorsero, e la stessa giunta regionale guidata da Chiamparino si dimostrò scettica. Il progetto fu abbandonato (vedi blog di Mountain Wilderness del 3 febbraio 2018), ma il Vallone così intatto dava fastidio. Due anni dopo ecco presentato un progetto, questa volta di centralina idroelettrica (vedi articolo più sotto), anch’esso caduto nel nulla. Ma è la pista che attira, la pista.

Adesso il vecchio progetto viene ripresentato dall’Unione Montana Alpi Graie (in pratica sempre l’amministrazione, in scadenza, di Groscavallo) seppure in formato minore, con arrivo (per ora “con la prospettiva di una sua prosecuzione al fine di raggiungere gli alpeggi successivi salendo lungo il vallone di Sea.”) al Gias Balma Massiet.

Articoli su questo argomento pubblicati in precedenza:

Brochure del Comune di Groscavallo su un itinerario escursionistico nel Vallone di Sea.