Il Gruppo Escursionismo TAM (CAI UGET TORINO e CAI TORINO) organizza per:
Domenica 24 Maggio 2026
CERESOLE REALE – riconoscere le erbe commestibili– Valle Orco (TO)
con merenda sinoira
Partenza: Ceresole Reale, Borgata Montone 1545 m – Arrivo: Municipio di Ceresole Reale 1620 m. – Dislivello: 600 m. – Durata: 5 h (soste escluse) – Sviluppo: 8 Km – Difficoltà: E.
Consigliati attrezzatura, scarponcini e bastoncini telescopici da escursionismo, abbigliamento consono al meteo previsto. Provvista di acqua da casa. Pranzo al sacco; in alternativa è possibile acquistare cibarie alla sosta caffè lungo l’andata che sarà a Rivarolo in un locale che ci attende presso il centro commerciale Il Gigante.
Merenda sinoira: Lo Sciatore, Chiapili Inferiore – menù a base di erbe spontanee e commestibili, adatto anche per vegetariani
Viaggio in pullman: ritrovo ore 7:20 Torino C.so Francia 192 (controviale, sede CAI UGET; la metropolitana inizia il servizio alle ore 7:00, fermata Montegrappa); partenza del bus ore 7:30.
Quota di partecipazione: per i soci CAI € 40,00 (in regola con il tesseramento anno 2026), per i non soci € 52,95 (comprensivo dell’assicurazione giornaliera obbligatoria CAI di € 12,95) da regolarizzare ESCLUSIVAMENTE sul pullman tramite contanti (possibilmente nella cifra esatta) o Satispay. La quota comprende la merenda sinoira; le bevande NON sono comprese. La rinuncia dopo le ore 22 di giovedì 21 maggio comporta il pagamento della quota di partecipazione.
Coordinatori di gita: Antonella Odifreddi, Massimo Prono
Informazioni e iscrizioni:entro giovedì 21 maggio, per WhatsApp o e-mail a Massimo Prono (cell. 347 254 9633,mail MASSIPRONO@GMAIL.COM), indicando nome, cognome, telefono, e-mail e sezione CAI di appartenenza. I non soci devono indicare la data di nascita ed avere depositato in segreteria (e-mail: caiuget@caiuget.it), entro il venerdì precedente la gita, il consenso al trattamento dei dati personali attraverso la compilazione del seguente MODULO. Verrà data precedenza ai soci CAI.
Il Gruppo Escursionismo TAM (CAI UGET TORINO e CAI TORINO) ripropone per:
Domenica 17 maggio 2026
Nivolastro, anello delle borgate (Val Soana – TO)
Partenza e Arrivo: Valprato Soana 1113 m. – Quota massima: 1453 m. – Dislivello totale: 530 m. – Durata complessiva: 5,30 – Difficoltà: E
Attrezzatura da escursionismo, scarponcini da trekking a collo alto – consigliati i bastoncini – è richiesto un discreto allenamento – provvedere acqua da casa.
Viaggio in autobus: ritrovo in corso Francia 186 (ingresso parco Tesoriera) ore 7,00, partenza ore 7,15. Fermata e ripartenza ore 7,30 corso Stati Uniti ex 23
Quota di partecipazione: per i soci CAI 25,00 (in regola con il tesseramento anno 2026), per i non soci € 37,95 (comprensivo dell’assicurazione giornaliera obbligatoria CAI di € 12,95) da regolarizzare ESCLUSIVAMENTE sull’autobus tramite contanti o Satispay: CAI UGET Torino TAM. In caso di rinuncia, dopo le ore 22 di giovedì 14 maggio, l’iscrizione alla gita comporta il pagamento della quota di partecipazione.
Coordinatori di gita:Marco Tencaioli e Irene Mangino
Informazioni ed iscrizioni: entro giovedì 14 maggio per messaggio WhatsApp o e-mail a Irene Mangino (cell. 349/3546131, e-mail irene.mangino@gmail.com) indicando nome, cognome, telefono, luogo di salita, e-mail e sezione CAI di appartenenza. I non soci devono indicare la data di nascita ed avere depositato in segreteria (e-mail caiuget@caiuget.it) il consenso al trattamento dei dati personali, attraverso la compilazione del seguente MODULO. Verrà data precedenza ai soci CAI.
37 escursionisti da Genova-Piazza Principe a Nervi
Sabato 21 febbraio 2026, è arrivata la primavera… oppure no? Infatti è febbraio, manca ancora un mese, ma l’aria circostante lascia davvero intendere che la stagione fredda stia giungendo al termine. Genova accoglie in questo modo i 37 partecipanti a una delle prime escursioni dell’anno del Gruppo Escursionismo TAM di Torino, vale a dire lontano, ma non troppo anche a colpo d’occhio, dalle cime innevate che coprono l’arco alpino.
Un giro che collega i circa 17 chilometri tra due stazioni ferroviarie del capoluogo ligure, Piazza Principe e Nervi, dal cuore della metropoli fin quasi alle sue estreme propaggini orientali si presenta a soddisfare in pieno le aspettative del gruppo riunito e guidato dagli ottimi Adriano Comai e Massimo Prono col contributo di Ivano Gauna. Superate le nebbie ancora esitanti nell’alessandrino, una giornata luminosa ha mostrato la bellezza urbana fin dai primi minuti di passeggiata.
L’atmosfera si è subito concentrata sul quartiere Prè a ridosso del porto rimodellato da Renzo Piano e le abitazioni del ceto benestante genovese risalenti ai secoli passati, al tempo della repubblica marinara tramite gli interessi economici di una nobiltà e borghesia imprenditoriale vitale. In Piazza della Commenda, con la chiesa di San Giovanni c’è il MEI, Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, a testimonianza dello stretto rapporto tra la città e gli arrivi dal mare di religiosi, guerrieri, viaggiatori, mercanti e turisti che qui ricevevano l’accoglienza.
A riprova di ciò, nelle vie circostanti che formano il centro storico, si può riscontrare un tessuto sociale multietnico connotato spesso da importanti opere di manutenzione. Fabrizio De André, profondo conoscitore di questa realtà talvolta considerata degradata ma comunque piena di vitalità e speranze, mise in musica e interpretò la celeberrima Via del Campo, una delle strade più caratteristiche del quartiere di origine medievale, insieme alla vicina Via San Luca. Altro simbolo di quell’epoca è la Porta dei Vacca, della anche Sottana, un gioiello del XII secolo come la Commenda di San Giovanni.
Attraverso alcune panetterie dove fare una breve pausa, ecco apparire nuove e antiche attività commerciali, culminanti in Piazza Banchi, sede delle transazioni finanziarie dell’antica repubblica, e in Palazzo San Giorgio, una delle roccaforti imprenditoriali dal Medioevo fino all’epoca moderna. Si susseguono una serie di meravigliosi edifici sacri e civili, quali la Cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice, tempio lirico cittadino, accanto a Piazza Raffaele De Ferrari. Luoghi davvero di una grande ispirazione che meriterebbero un soggiorno ben più lungo.
Dalla piazza si continua in direzione est sotto i bei portici tardo-ottocenteschi in stile Liberty di Via XX Settembre, sbucando a Brignole in Piazza della Vittoria con l’annesso omonimo Arco celebrativo primo novecentesco. Comunque, essendo a Genova, era proprio necessario raggiungere la costa e percorrere per intero l’ampio Corso Italia, un lungomare molto frequentato, soprattutto nelle giornate tiepide, come questa, e calde nei fine settimana.
Si arriva poi negli antichi borghi autonomi costieri che furono uniti tra Ottocento e Novecento per formare l’agglomerato urbano attuale della Grande Genova. A Boccadasse c’è la chiesa di Sant’Antonio con le sue cromatiche vetrate e la piccola spiaggia molto affollata, poi a Vernazzola, dove si è svolta la pausa pranzo, per passare quindi a Sturla per i crêuza de mä, sentieri e mulattiere in pendenza lastricate di mattoni e ciottoli, anche questi resi celebri dalla musica di De André.
A Quarto dei Mille, dopo lo scoglio e il monumento a Giuseppe Garibaldi e le sue camicie rosse risorgimentali, si è salito per 150 metri circa, percorrendo poi una strada romana fino a Quinto al Mare e raggiungendo infine Nervi con la passeggiata dedicata ad Anita Garibaldi. Alle 5 e mezza tutti sul treno del ritorno con scalo a Piazza Principe: la gita è stata un successo e si sono scaldati a sufficienza i muscoli per i prossimi mesi!